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Somatizzazioni

 

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Alla base del Disturbo di Somatizzazione vi sono lamentele fisiche ricorrenti e molteplici, della durata di mesi o anni, che portano la persona a richiedere le cure dei medici, ma che apparentemente non sembrano avere una causa organica.
Molto spesso infatti la persona lamenta disturbi gastro-intestinali, disturbi cardiologici, cefalee o manifestazioni collegate a problematiche sessuali, non immaginando nemmeno che ci possa essere una relazione con il proprio vissuto emotivo ed esperienziale.

Quando il corpo e la psiche non riescono più ad adattarsi a richieste eccessive provenienti dall’esterno, non riescono a riadattarsi ad un nuovo equilibrio, possono sorgere una serie di sintomi somatici.

Tra le più frequenti somatizzazioni vi sono:

  • Somatizzazioni cardiache: tachicardia, irregolarità del battito cardiaco (extrasistoli), dolore al centro del petto, ipertensione, infarto,
  • Somatizzazione polmonare: asma.
  • Somatizzazioni gastrointestinali: colon irritabile (diarrea, stipsi, dolori), dispepsia (senso di pienezza dopo il pasto, acidità, dolori), ulcera gastroduodenale (aumento della secrezione acida).
  • Somatizzazioni uro-genitali: diminuzione del desiderio, eiaculazione precoce.
  • Somatizzazioni dermatologiche: eccessiva sudorazione, prurito, psoriasi.

La vita della persona che soffre di somatizzazioni è completamente incentrata su un problema medico, infatti non passa anno o mese o giorno, senza che si presenti un sintomo che causa dolore o infermità, non spiegabile con i comuni test diagnostici.

Appurata l’assenza di cause organiche, il sintomo viene trattato nè più nè meno come un qualunque sintomo psicologico che indica la presenza di un disagio e di una sofferenza latente. La sofferenza, l’ansia, le emozioni troppo dolorose per poter essere vissute e sentite, trovano una via di scarico immediata nel soma tramite il disturbo, da qui il sintomo che nasconde il disagio.

Paradossalmente la persona preferirebbe avere a che fare con un disturbo organico pur di non “mettere le mani” nel proprio vissuto. Sarebbe più facile una cura medica ad un disturbo fisico che non un disagio psicologico che “urla” per farsi sentire.