Il bambino e il concetto di morte

Diversi studi e ricerche dimostrano che già a partire dai 2-3 anni di età il bambino ha una propria idea della morte. Il bambino di 5-7 anni vede la morte come qualcosa di temporaneo ma sa che è qualcosa di brutto. Il bambino di 8-10 anni ha già una visione obiettiva e realistica di ciò che comporta la morte quindi il non rivedere più la persona defunta.

La maggior parte degli adulti però ritengono che il bambino piccolo non è in grado di comprendere e dare un senso alla morte e spesso, tendono a proteggere il bambino da emozioni negative e da una realtà triste e amara come quella della morte e/o della malattia.

Eppure il bambino, forse più dell’adulto, è particolarmente sensibile a ciò che accade intorno a lui. Quindi è in grado di percepire i cambiamenti ed è assolutamente in relazione sintonica con lo stato emotivo di chi si prende cura di lui. Quindi intuisce se la mamma o il papà sono tristi, se sono preoccupati, se stanno in ansia.

Credo che l’errore più grave sarebbe quello di negare le spiegazioni di cui invece il bambino necessita ed in realtà ciò succede perché l’adulto crede di non essere in grado di “trovare” le parole giuste.

Anche i bambini piccoli vanno incontro ad una elaborazione del lutto e come gli adulti hanno bisogno di chiarezza e oggettività dei fatti. Quindi via bugie, giochi di parole, illusioni. Il bambino deve sapere cosa è successo e cosa succede. Quanto più la persona defunta è stata vicina al bambino tanto più il bambino ha il diritto di soffrire così come l’adulto. Proviamo per un attimo a metterci al suo posto, cerchiamo di tornare per un attimo bambini ma con la consapevolezza che siete ben coscienti che qualcosa intorno a voi è cambiato: non vorreste avere qualcuno che vi spieghi cosa è successo e perché è successo e che vi consoli e vi conforti?

Frasi da evitare:

Mamma è andata in cielo” – Il bambino pensa “e perché non torna?” inizia così a fantasticare sui motivi che la portano a rimanere lì e a non tornare a casa (“è colpa mia? È perché sono stato monello?”)

Dio l’ha voluta accanto a sé” – Il bambino pensa “e adesso chi è questo che vuole la mia mamma, la rivoglio indietro … ”. Mettere Gesù e Dio di mezzo, anche se si è credenti, crea confusione sull’immagine stessa di Dio e Gesù.

La sorellina non stava bene e si è addormentata per sempre” – il bambino associa dormire uguale possibilità di non svegliarsi mai più.

Ditelo al vostro bambino come vorreste che vi fosse detto a voi, alla vostra parte “bambino”. Avrà tempo di farsi la sua idea di cosa c’è dopo la morte. Ma la cosa fondamentale è permettete al bambino di vivere ed esprimere il proprio dolore e la propria rabbia per la perdita! Solo così il lutto verrà elaborato. Donate a lui il massimo dell’affetto che siete in grado di dargli e comunicate a lui la vostra comprensione, legittimate le sue emozioni, condividete con lui il vostro dolore.


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