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UN ESEMPIO DI COMPRENSIONE: PAURA DI ESSERE OMOSESSUALE

Prima di addentrarci nello specifico della questione “esperienze omosessuali” diamo un’occhiata alla letteratura scientifica. Facciamoci quindi una prima idea dell’argomento partendo da ciò che leggiamo sull’argomento “omosessualità per poi passare a quella che io chiamo la “storia vissuta”.

Fino al 1973 l’omosessualità era considerata una patologia. Era menzionata tra i disturbi psichici del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbo Mentali). “Fortunatamente” la decima revisione dell’International and Statistical Classification of Diseases and Related Health Problemns (ICD-10), altra classificazione della patologia psichica, affermò

Il solo orientamento sessuale non deve essere considerato come un disturbo”.

Questo cambiamento riflette una modifica nell’interpretazione dell’omosessualità che viene ora considerata uno stile di vita alternativo che si manifesta con una certa regolarità come variabile della sessualità umana, non certo come un disturbo psicopatologico.

Proseguendo nella lettura dell’argomento si affrontano vari temi sui fattori biologici, sulle modalità di comportamento sessuale, sulla questione “scelta di esprimere la propria sessualità” ecc.

Benissimo! Adesso passiamo alla storia vissuta:

Cara dottoressa, sono sempre stato etero, mi sono sempre piaciute le donne anzi io amo le donne, tutte, nella loro complessità, nella loro bellezza … ad un certo punto della mia vita è successo un casino, una cosa che mi ha sconvolto l’esistenza … ero attratto da un uomo, capisce? un uomo … non so come è potuto succedere ma mi eccitavo all’idea di stare a letto con un uomo ed il suo pene … da allora la mia vita non è più la stessa … un tormento … ansia a 1000, ci penso sempre, dalla mattina alla sera … adesso le donne mi fanno paura e gli uomini ancora di più … ed io non vivo più … mi sforzo di far tornare le cose come prima, cerco di non pensare, ma non ci riesco, il mondo mi si è rivoltato contro e io sono inciampato di questo scherzo della natura …”.

Di storie come queste me ne sono capitate a bizzeffa: tutte accomunate dal senso di smarrimento e di terrore che comporta nella persona lo “scoprirsi omosessuale”.

Ma ogni storia è una storia a sé! vediamo come:

“Cosa ti sconvolge veramente? Cosa significa per te scoprirti omosessuale? Cosa davvero non sopporti? … .

L’ansia, la paura, il tormento della persona, sono per me come degli “evidenziatori”, mi dicono “dove andare”. Per questo in genere, nella pratica clinica, non uso mai tecniche standardizzate per eliminarle. Mai in questi casi, mai all’inizio della terapia! Esse “sottolineano” i punti sul quale iniziare a lavorare.

Quando e come allora “ad un certo punto della tua vita è successo …”

Eventi di vita come questi possono essere considerati “critici” a priori ma per definirli tali (in scienza e coscienza) è necessario considerare il significato che questi eventi acquisiscono per la persona, per poter quindi capire “quello che è successo, quel giorno, in quel periodo della tua vita, nel contesto in cui ti trovavi, nella tua situazione affettiva e relazionale, dopo che era successo questo e quest’altro … significava per te … … ”.

Non posso metterci del mio. Porterei la persona dove voglio io: sarebbe un “sacrilegio”. Io non conosco la sua storia, il suo relativo vissuto, e quando parlo di vissuto intendo quello che la persona pensa, prova e agisce nella SUA di vita.

Allora ecco che ripercorriamo insieme la storia, la soggettività delle esperienze della SUA vita prima, durante e dopo l’evento “sconvolgente”. Io con la “lente d’ingrandimento”, il paziente con le sue emozioni.

Inizia la comprensione, il paziente vede e si vede, vede sé, vede gli altri, scorge la sua strada, dove, come e perché ha avuto senso quello che lui definisce il suo “inciampare”. Si rialza e ri-cammina.

“I libri non insegnano nulla di tutto questo, il paziente sì”.

Dott.ssa Laura Morabito

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