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PARAFILIE E PERVERSIONI SESSUALI


perversioni sessuali


Le parafilie sono delle perversioni sessuali, che si distinguono per lo spostamento dell’attenzione erotico-sessuale verso pratiche che sono considerate “inusuali”.

In una relazione di coppia, a volte, può capitare di avere dei pensieri o impulsi “strani”, ma non per questo si parla di “disturbo”. Perciò non possiamo definire una perversione sessuale soffermandoci esclusivamente sul comportamento, ma dobbiamo considerare l’aspetto psicologico dei pensieri e impulsi aticipi.

Si parla di patologia quanto queste modalità di eccitazione atipica assumono caratteristiche di “fissità” cioè di comportamento ripetitivo, coatto, ossessivo e si trasformano in un grave limite per la persona o per il partner, compromettendo così la relazione e creando un forte disagio sia a livello personale, sia a livello di coppia. Quando parliamo di perversioni dobbiamo ben specificare l’aspetto psicologico della persona, come la/le perversione/i si genera, in quale contesto è nata, e in quale “momento storico” si è sviluppata nel percorso di vita della persona.

Sul piano strettamente clinico, si parla di perversione dell’impulso sessuale quando vi è una fissazione della libido su una specifica pratica, che diviene quindi sostitutiva, in tutto o in parte, del normale rapporto sessuale. La persona quindi vede diminuire il proprio interesse e le proprie capacità “sessuali” verso le manifestazioni “normali” del sesso ed è costretto, dalla sua stessa “forma mentis”, a costruire il rapporto sessuale attorno ad uno schema rigido, particolare, ripetitivo.

Le perversioni possono manifestarsi in due forme:

1)    Le perversioni dell’atto: che consistono nella sostituire il piacere sessuale del coito, con una pratica sessuale di qualsiasi altro tipo.
Per esempio nel sadomasochismo, il piacere dell’atto sessuale viene convertito nel piacere che si ricava dal dominio e dalla sottomissione dell’altro.

2)    Le perversioni dell’oggetto: che consistono nello spostamento quindi nella sostituzione dell’oggetto d’amore (il partner), a un vero e proprio oggetto del desiderio sessuale. Per esempio un anziano, un bambino, un animale o un oggetto.

 

Le perversioni più comuni, elencate dal DSM-III-R (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), sono:

Clismafilia: utilizzo del clistere nelle attività erotiche.

Coprofilia: attrazione sessuale per le feci.

Coprolalia o scatologia telefonica: eccitazione ottenuta con il pronunciare frasi oscene al telefono.

Esibizionismo: esposizione dei propri genitali, spesso durante attività masturbatorie, di fronte ad estranei non consenzienti.

Feticismo: eccitazione sessuale mediante l’uso di oggetti inanimati (oggetti feticistici sono: slip, reggiseni, calze, scarpe, stivali, o altri accessori femminili).

Frotteurismo: eccitazione sessuale ottenuta col toccare o strofinarsi contro una persona non consenziente, attività effettuata spesso in luoghi pubblici affollati o sui mezzi di trasporto.

Masochismo sessuale: trarre godimento sessuale dall’essere sottoposto a sofferenze fisiche e psicologiche e umiliazioni da parte di altri.

Necrofilia: investimento erotico in scene macabre, con rituali funerei fino a giungere in certi casi al congiungimento sessuale con cadaveri.

Parzialismo: attenzione sessuale concentrata esclusivamente solo su una parte del corpo.

Pedofilia: impulsi ed attività sessuali nei confronti dei bambini.

Sadismo sessuale: eccitazione sessuale derivante da atti reali e non simulati che implicano il somministrare ad altri non consenzienti sofferenze ed umiliazioni psicologiche e fisiche.

Travestismo: impulsi sessuali provocati dal travestirsi con abiti del sesso opposto.

Urofilia: attrazione sessuale per le urine.

Voyeurismo: piacere sessuale derivato dal guardare le attività sessuali o gli organi sessuali di altre persone quasi sempre inconsapevoli di essere osservate.

Zoofilia o zooerastia: pratiche sessuali con animali.

 

Secondo Vittorio Guidano “si può arrivare tali a patologie da molti punti di partenza”: perversioni sessuali come l’esibizionismo possono derivare da un tema, in cui ci si espone a situazioni critiche come a un test che funzioni come messa alla prova di sé. Persone che sono cresciuti in situazioni familiari di basso livello economico e culturale, in condizioni spesso di abuso e violenza, le percosse o aspetti di perversione sessuale possono diventare “la modalità naturale” per rapportarsi agli altri, adulti o piccoli che siano, persino verso i propri figli. Alle perversioni sessuali ci si può arrivare comunque, coerentemente con i propri temi personali.  (VI International Congress on Constructivism in Psychotherapy Siena 1998).

Dietro ogni perversione sessuale vi è un forte stato di ansia o di depressione che spesso rientrano in disturbi psicologici ben più invalidanti sia nevrotici che psicotici.