[easingsliderlite]

L’ANSIA 

anisa_psicologo_roma

 

L’ansia, la tanta temuta ansia, di per sé è un elemento importante e naturale della nostra vita. L’ansia è un segnale di allerta: avverte di un pericolo imminente e consente alla persona di prendere misure per affrontare una minaccia. È l’ansia che ci spinge quindi a dare il meglio per evitare situazioni spiacevoli. Di fronte ad una minaccia il sistema nervoso autonomo si prepara all’azione attivando il sistema attacco-fuga”, scatena una serie di risposte come l’alterazione della respirazione, l’aumento dei battiti cardiaci e della tensione muscolare. Tale reazione è utile e appropriata quando si percepisce una minaccia fisica. Tuttavia ci sono circostanze in cui questa reazione si scatena impropriamente ed il senso di pericolo è immaginario o psicologico.

Quando la persona manifesta ricorrenti sintomi fisici e psicologici d’ansia, in assenza di uno stimolo provocatorio proporzionato, è probabilmente affetta da un disturbo d’ansia.

I sintomi più comuni sono: palpitazione, difficoltà di respiro, sudorazione eccessiva, secchezza della bocca, maggiore stimolo a defecare o urinare, emicrania, vertigini, sensazione di svenire, paura di morire o di impazzire, tremori, dolore al petto o in altre parti del corpo, brividi o vampate di calore, sensazione d’irrealtà (derealizzazione), sensazione di essere staccati da sé stessi (depersonalizzazione).

Il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) propone sei categorie principali di disturbi d’ansia:

Ansia Generalizzata: è la forma più comune d’ansia e pure la più debilitante in quanto la persona si trova in un continuo stato di ansia estrema. C’è una sofferenza e una forte preoccupazione costante su ogni cosa, anche la più piccola. I sintomi comprendono tensione muscolare cronica, iperattività autoalimentata, ricorrenti timori non realistici, aspettative negative. Generalmente l’ansia è incentrata su due o più aspetti dell’esistenza quali il lavoro, la situazione finanziaria, la malattia. Coloro che soffrono di questo tipo di disturbo hanno spesso pochissima autonomia e sono particolarmente sensibili al giudizio perché temono di essere rifiutati o ignorati. Per essere considerato disturbo deve essere stata presente ogni giorno negli ultimi sei mesi.

Fobie: s’intende la paura nei confronti di uno specifico oggetto, di una specifica attività o situazione che, di conseguenza, viene evitata. La paura di quelle situazioni dove sono coinvolte altre persone è definita invece “fobia sociale”. La caratteristica più comune di questa fobia è la paura di sentirsi impacciati o di diventare ansiosi di fronte alle persone.

Disturbo da attacchi di panico: caratterizzata da crisi improvvise, dalla durata di media di circa 8-10 minuti, in cui la persona ha la sensazione di morte imminente. Tachicardia, sudorazione, sensazioni di svenimento, vertigini sono solo alcuni dei sintomi che la persona deve affrontare in quei momenti e che poi temerà per tutta la vita al punto da poter vivere con l’ansia anticipatoria l’attacco successivo. In molti casi gli attacchi si limitano ad uno solo in tutta la vita. Il ricordo del primo attacco di panico è quasi sempre molto nitido e la persona ricorda tutti i dettagli ed in genere è collegato con una forte perdita emotiva nei mesi precedenti l’attacco.

Disturbo ossessivo-compulsivo: sono presenti dei pensieri ossessivi che arrivano in modo pervasivo e che generano ansia. La persona cerca di placare l’ansia attraverso compulsioni, ovvero dei rituali come ad esempio lavarsi le mani, chiudere porte e finestre, battere le mani ecc.

Disturbo post-traumatico da stress: si manifesta in seguito ad un evento traumatico che ha implicato morte o minaccia di morte, o gravi lesioni fisiche o minaccia all’integrità fisica propria e altrui. L’evento traumatico è talmente forte che la persona continua a riviverlo anche successivamente attraverso incubi (pavor nocturnus) o deliri. Questi episodi di flash back generano ansia e condizionano in maniera significativa la vita della persona.

Disturbo acuto da stress: Il disturbo acuto da stress è simile a quello post-traumatico La persona ha reagito all’evento con intensa paura, sentimenti di impotenza e di orrore. Sono presenti sia il rivivere persistentemente l’esperienza traumatica, l’evitamento degli stimoli che possono ricordarla e i sintomi di aumentata attivazione fisiologica.

Le uniche differenze con il disturbo post-traumatico da stress sono la durata dei sintomi e la presenza di sintomi dissociativi (alterazioni di coscienza, memoria, senso di identità e percezione della realtà). Infatti il disturbo acuto da stress ha una durata che varia da pochi giorni a un mese circa, mentre il disturbo post-traumatico ha una durata maggiore.

In genere la persona si rivolge allo psicologo dopo essersi sottoposto a numerosi controlli medici e consultato specialisti di ogni branca della medicina. E’ assolutamente comprensibile perché molti dei sintomi fanno pensare ad una patologia organica. Quando la persona si rivolge allo psicologo è in genere perché tenta “l’ultima spiaggia”. Ancora più spesso utilizza solo i farmaci prescritti, come dire “tolto il dente tolto il dolore”. Immaginate un albero malato: iniziereste a curarlo dalla radice o dalle foglie? Il trattamento psicoterapeutico dei disturbi d’ansia è indispensabile affinchè si comprenda il motivo per cui la persona sta male ed evitare quindi che il problema si ripresenti o che assuma altre “forme”.

Lo psicologo valuterà quindi processi disfunzionali con cui la persona si organizza: che cosa continua a mantenere il problema e non permette il miglioramento delle condizioni di vita della persona che ne soffre.


L’intervento psicologico si propone da un lato di rendere la persona autonoma e libera dai sintomi riducendo i livelli di angoscia dall’altro aiuta la persona a dare senso e significato all’esperienza della persona nell’arco di tempo in cui i sintomi si sono presentati e ciò aiuta a conoscere e riconoscere come noi “funzioniamo”.

 

 

clicca qui per leggere l’approfondimento sugli attacchi di panico